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1 Novembre - LA PORTA DI LUCE

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1 Novembre


FIN DALL’ORIGINE DEL MONDO


La devozione  verso i nostri cari Defunti ha un carattere universale ed è molto antica. Noi la troviamo praticata ovunque, e fin dall’origine del mondo. Gli antichi Ebrei avevano un culto speciale per i morti, per essi facevano preghiere, offerte, sacrifici. I Peruviani, gli Egiziani, i Cinesi, i Giapponesi, come risulta dai loro rituali funebri, hanno avuto e hanno tuttora una devozione particolare per i defunti.
Anche i Greci e i Romani avevano un culto speciale per i morti, e in loro onore innalzavano magnifici monumenti.

I primi cristiani si adunavano nelle catacombe, e sui sepolcri dei loro fratelli caduti per la Fede imploravano pace e riposo; e sulle loro urne incidevano nel tufo preci di invocazione e di espiazione.
Nel Medioevo la devozione ai morti raggiunge l’apice. D’allora i cimiteri divennero mèta del popolo devoto. In quell’epoca di viva fede sorsero i così detti <<araldi dei morti>. Questi, vestiti di una rozza tonaca, con un cappuccio tirato sugli occhi, con una fiaccola accesa nella sinistra e un campanello nella destra, nel più alto silenzio della notte si aggirano per le vie della città e, agitando il campanello, gridavano con lugubre voce: ricordatevi dei poveri morti!

Oggi, nonostante una grande indifferenza religiosa, il culto ai Defunti si mantiene vivo in mezzo ai popoli. Il soffio della civiltà, che oramai spira dovunque, fa sì che le tombe vengano onorate e rispettate. La falce della morte non vale a recidere i vincoli, che ci legano agli estinti. Perciò, alla perdita di un nostro caro sentiamo una forza che ci spinge a recarci alla sua tomba; e, come la Madonna intorno al sepolcro di Gesù, noi lo andiamo chiamando con le parole di affetto, con singhiozzi, con le lacrime che ci piovano dagli occhi.
Noi non sappiamo staccarci da quella tomba, perché racchiude il nostro tesoro; e sopra di essa versiamo lacrime amare.

ESEMPIO:  Una Suora Domenicana:
La devozione alle anime del Purgatorio è scala che porta al Cielo. Santa Geltrude, suora domenicana, vissuta nel secolo XIV, era devotissima delle anime del Purgatorio. In loro suffragio  faceva preghiere, elemosine, digiuni. A favore dei Defunti aveva fatto anche il così detto Atto eroico di carità.
Il demonio, per tentarla, approfittò di quest’Atto generosissimo della Santa. Trovandosi Geltrude sul letto di morte, le apparve il maligno e le disse: <<Stolta, che hai fatto? Hai ceduto ai Defunti il merito delle tue opere buone e non ti sei riserbata nulla per te. Ebbene, tra breve te ne verrai con me all’ Inferno». A tali parole la Santa tremo tutta ed esclamo: <<che ho fatto! Ho ceduto ai Defunti il merito delle mie opere buone e non mi sono riserbata nulla per me». Mentre era in preda a un fortissimo timore, le apparve Gesù e tutto sorridente le disse: coraggio, o figlia! Tra breve verrai in Cielo. Ecco stuoli di anime del Purgatorio, da te liberate, che ti vengono incontro per condurti in Paradiso». A queste parole Santa Geltrude sussultò di gioia; poi, col sorriso dei predestinati e con gli occhi rapiti in alto, morì nel bacio del Signore, mentre la sua anima volò dritta in Cielo a ricevere il premio delle sue opere buone, fatte a favore dei Defunti.
(San Dionigi Certosino, dei Quattro Novissimi)         


PREGHIERA: Gran Dio, da’ a noi la grazia di essere sempre devoti delle anime del Purgatorio, di averle sempre in cima ai nostri pensieri e ai nostri affetti! Che sulle nostre labbra fiorisca sempre la preghiera per i morti: ed essa sia cosi efficace, da recare loro refrigerio e conforto, e la lieta novella che li chiami alle indescrivibili gioie del Cielo.

SUFFRAGIO: Diciamo con tutto il cuore: Signore, vi offro tutte le opere buone che farò in questo mese di Novembre, in suffragio delle Anime dei miei cari Defunti e delle Anime più abbandonate.   


 
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