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1° PARTE - LA PORTA DI LUCE

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1° PARTE


ERRORI: A coloro che negano la sopravvivenza dell'anima vanno aggíunti i seguenti:

BASILIDE (Sec. II) per il quale non c'era altra pena per i peccati se non la « transcorporazione.» delle anime.
AERIO (sec. IV) per cui è cosa vana il pregare e l'offrire per i morti.
LUTERO (sia pure contraddicendosi in qualche tempo) am il Purgatorio.
ZUINGLIO E CALVINO negano il Purgatorio dicendo che la pu viene data solo dal Sangue di Cristo.
Molti PROTESTANTI MODERNI pur non usando il nome Purga ammettono uno stato intermedio per le anime che si preparano al cielo ma dicono che da sé stesse possono soddi e meritare.
I RITUALISTI invece ammettono l'efficacia dell'orazione per diminuire la loro pena.

TESI - Esiste il Purgatorio dove le anime vengono purificate e dove possono essere aiutate dai suffragi dei fedeli.

E' DI FEDE

Era stato dichiarato fin da Innocenzo IV (D. B. 456) dal Conc. di Lione II (D. B. 466), da Benedetto XII (D. B. 530), dal Conc. di Firenze (D. B. 693).
Il Conc. di Trento richiamandosi alla Scrittura ai Padri e a questi documenti, riassume definendo che « c'è il Purgatorio e le anime ivi detenute sono aiutate dai suffragi dei fedeli, e principalmente coll'accettevole Sacrificio dell'altare » (D. B. 983).

SPIEGAZIONE. Il Purgatorio dunque è un luogo, o meglio uno stato in cui le anime in grazia di Dio ricevono la purifi delle macchie rimaste in loro al momento della morte.
La ragione stessa ci dice che un'anima libera dal peccato mortale non può essere condannata all'inferno: però se non è perfettamente pura, non è degna di essere ammessa alla par della visione di Dio nella gloria. Dunque è mise di Dio che vi possa essere questo stato di purifi

Le MACCHIE da cui le anime vengono purificate sono di tre specie: 1) - i peccati veniali non ancora rimessi, la cui colpa verrebbe cancellata secondo la sentenza più probabile di S. Tomaso e del Suarez, nell'istante della morte con un atto di amore o di contrizione, restando la pena per il Purgatorio; 2) - gli abiti cattivi; 3) - la pena temporale dovuta per i pec mortali rimessi in quanto alla colpa.
Le anime del Purgatorio dalle loro pene hanno purifica ma non acquistano nuovo merito o soddisfazione ma solo una satispassione, cioè col loro patire pagano il debito della Giustizia Divina.
I fedeli viventi, invece, possono aiutarle dando il suffragio, soddisfacendo colle loro opere, e impetrando colle loro pre Per questo è di somma utilità soprattutto l'offerta del Sacrificio della Messa, poi le orazioni, le opere buone, le indulgenze (1).
(1) Una opinione diffusa ritiene che gli Angeli e i Santi possano interpellare per le anime del Purgatorio. La Liturgia dice: « Intercedendo la B. Vergine Maria con tutti i Santi, concedi che giungano al consorzio della beatitudine eterna ». Pure le Anime pregano per i vivi specialmente per coloro che le suffragano. Quan la Chiesa non invochi pubblicamente le Anime del Purgatorio, approva i fedeli che le invocano privatamente, arricchendo anche con indulgenze tali ora

PROVA: A) - DALLA SCRITTURA: Il Libro II dei Maccabei (12, 43-46) racconta che Giuda Macabeo dopo una battaglia invia un'offerta al Tempio perché si offrano sacrifici per i ca « addormentatisi nella pietà », concludendo: « È santo e salutare il pensiero di pregare per i defunti perché siano pro dai peccati ». Parla quindi di anime buone che dove però essere purificate, e il suffragio dei vivi sarebbe loro giovato.
Gesù nel Vangelo ci dice che c'è un peccato che « non sarà rimesso nè in questo mondo nè in quell'altro » (Mt. 12, 32). Ciò significa che ci sono dei peccati che possono essere rimessi nell'altra vita, e sono quelli che hanno la loro purificazione nel Purgatorio.
S. Paolo (1 Cor. 3 10-19) dice che ci sarà chi sarà salvato «per mezzo del fuoco».

B) - DALLA TRADIZIONE. Fin dai primi secoli è universale la pratica delle preghiere e delle offerte per i Defunti, come lo provano iscrizioni delle Catacombe, dove si prega che le « ani abbiano il refrigerio, abbiano la luce ».
Tertulliano (De corona 3) ricorda che vengono fatte of per i Defunti nell'anniversario della morte; racconta di una sposa che prega per il « refrigerio » dell'anima del marito (De monog. 10) e di un luogo dove « si espiano » i delitti mi (De Anima 58).
S. Cirillo di Gerusalemme (Cath. 23, 9) ci invita a pregare per i Defunti, pensando di portare aiuto alle loro anime.
S. Agostino (Ench. 69) afferma che « alcuni fedeli... vengono salvati per il fuoco del Purgatorio ».


 
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