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LA STORIA DEL ROSARIO - LA PORTA DI LUCE

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LA STORIA DEL ROSARIO


Il Rosario: cosa è, come è

Il Rosario è chiamato "Salterio della Beatissima Vergine Maria. E' un modo piissimo di orazione e di preghiera a Dio; modo facile e alla portata di tutti, che consiste nel lodare la stessa beatissima Vergine, ripetendo il saluto dell'angelo per centocinquanta volte, quanti sono i salmi del salterio di Davide, interponendo a ogni decina la preghiera del Signore, con determinate meditazioni illustranti l'intera vita del Signore nostro Gesù Cristo". Così, nella BollaConsueverunt Romani Pontifices(17-9-1569), il Papa domenicanoS.Pio Vha descritto il Rosario. La tradizione, ripresa da questa Bolla, secondo la quale il Rosario - nella forma attuale - sarebbe stato "inventato" da S.Domenico, non è sufficientemente provata. E' sicuro che S.Domenico, nella lotta contro l'eresia, abbia predicato i misteri della fede (come l'incarnazione, la passione e la risurrezione di Cristo) e abbia utilizzato le preghiere più semplici e conosciute (come ilPater nostere l'Ave Maria) per far pregare i fedeli. Senza entrare nei particolari delle ricostruzioni storiche, si può dire che c'è stata un'evoluzione graduale - soprattutto ad opera dei domenicani - che ha portato nel XV secolo a codificare il Rosario nella forma che ci è nota; la codificazione del Rosario - nella formula che si è imposta e mantenuta nei secoli - è dovuta principalmente al beato domenicano Alano de la Roche (1428-1475).

Il Rosario nella storia

Molti sono i Papi che hanno scritto documenti sul Rosario, a cominciare da Urbano IV (1261-64) fino a Giovanni Paolo II; ancora di più sono i Papi che, pur non avendo scritto documenti specifici sul Rosario, hanno esaltato e raccomandato questa preghiera. Nei documenti pontifici il Rosario viene fatto risalire a S.Domenico o comunque si ricorda che i domenicani, per tradizione, custodiscono e diffondono questa devozione. Rammentiamo i contenuti essenziali dell'antica tradizione sulle origini del Rosario: il Rosario fu ispirato dalla Madonna a S.Domenico - che ne fu il primo diffusore - erestauratodal Beato Alano de la Roche per comando della Vergine - apparsagli più volte dal 1460 in poi. Al B.Alano sembra risalire il racconto secondo cui l'atto di nascita delRosario sarebbe una precisa apparizione nella quale la Madonna consegnò nelle mani di S.Domenico la corona del Rosario (scena che è stata raffigurata da innumerevoli artisti, come si può constatare nellapagina dedicata all'iconografia). Il Rosario si è affermato nei secoli XVI e XVII, diventando una pia abitudine dei fedeli cattolici; al suo successo hanno contribuito alcune vittorie militari, attribuite al valore impetratorio di questa preghiera: Lepanto (7-10-1571, si leggasotto il paragrafo sulla memoria liturgica), La Rochelle (città fulcro del calvinismo francese, assediata lungamente dal re Luigi XIII e capitolata il 28-10-1628), Vienna (80000 cristiani, guidati da Giovanni Sobieski, il 12-9-1683 sconfissero a Kahlenberg 250000 turchi, liberando così Vienna dal loro assedio). Nel secolo XVIII il Rosario ha conosciuto nuovo slancio ad opera di uno dei santi piùmariani, S.Luigi Grignon de Montfort (1673-1716), terziario domenicano. Negli ultimi due secoli il Rosario è stato protagonista dei due più importanti cicli di apparizioni mariane: Lourdes (11 febbraio-16 luglio 1858), dove le apparizioni cominciavano con la recita del Rosario compiuto da S.Bernadette davanti allaSignora, che, per sottolineare ancor più l'importanza di tale preghiera, si mostrava con una corona del Rosario sul braccio; Fatima (13 maggio-13 ottobre 1917), dove la Vergine, in tutte le apparizioni, ha raccomandato la recita del Rosario. Alla fine del XIX secolo, per iniziativa delBeato Bartolo Longo, ha preso inizio, a favore del Rosario, un intenso apostolato, che si è concretizzato nell'edificazione del Santuario di Pompei e in molteplici attività caritative.

La memoria liturgica del Rosario

L'attuale memoria liturgica della Madonna del Rosario (7 ottobre) prende origine dalla memoria della Beata Vergine Maria della Vittoria, istituita dal Papa domenicanoS.Pio Vin seguito alla vittoria conseguita dai cristiani nella battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571).I mussulmani, che già avevano occupato una parte dell'Europa e che dominavano il Mediterraneo, minacciavano sempre più l'intera Cristianità. Allora il Papa sollecitò una lega tra le nazioni cristiane, alcune si costituirono in una lega e allestirono una flotta, mentre tutti i cristiani di buona volontà rispondevano all'appello del Papa per una mobilitazione spirituale con la recita del Rosario. Il 7 ottobre 1571, domenica, la flotta cristiana e quella turca si scontrarono nel golfo di Lepanto; i cristiani, benché inferiori nelle forze, riportarono una grande e decisiva vittoria.S.Pio Vattribuì il successo alla Madonnaauxilium christianorum(aiuto dei cristiani) e volle esprimere la sua gratitudine istituendo la festa della "Beata Vergine delle Vittoria" per il giorno 7 ottobre.

Il Rosario e l'apostolato domenicano

Il Rosario compone armoniosamente la preghiera vocale (la recita delPater, dell'Ave Mariae delGloria Patri) con la preghiera mentale (la meditazione deiMisteridella vita di Cristo e della Madonna). Il fedele che recita con devozione il Rosario, poco a poco, oltrepassando la preghiera vocale e la meditazione ragionata, si innalza al livello della contemplazione, unione conoscitiva-amorosa con Dio. Ecco perché questa preghiera è stata sempre percepita come congeniale alla spiritualità domenicana: il frate predicatore sa che lo studio non è sufficiente, occorre assolutamente che l'apostolato sgorghi dalla contemplazione; ma se l'apostolato deve essere una sovrabbondanza della contemplazione, come imparerà il frate a contemplare, se non recitando il Rosario, autentica scuola di contemplazione? Alla contemplazione di Dio si arriva attraverso la contemplazione di Cristo uomo-Dio, alla contemplazione di Cristo si arriva pregando Maria, che ci offre la migliore prospettiva (come un Vangelosecundum Mariam) per penetrare il mistero di Cristo: durante il suo pellegrinaggio terreno la Madonna ha meditato la vita di Cristo - Figlio di Dio e figlio suo - e, così facendo, ha approfondito la sua intimità con il Dio trinitario.
Varie sono lestrategieimpiegate dai domenicani per promuovere il Rosario, una delle più tradizionali ed efficaci è l'istituzione di associazionirosariane; ne ricordiamo tre: laConfraternita del Rosario, ilRosario perpetuoe ilRosario vivente.
LaConfraternitaè stata fondata all'incirca nel 1468 dal B.Alano de la Roche; impegno principale degli iscritti era la recita quotidiana dell'intero Rosario (15 Misteri) - senza vincoli di coscienza; in seguito l'obbligo è stato ridotto a settimanale.IlRosario perpetuoè stato fondato nel 1630 e chiamato Ora di Guardia dal Padre Timoteo de' Ricci (pronipote di S.Caterina de' Ricci); gli aderenti si impegnano - senza vincoli di coscienza - a recitare l'intero Rosario in un'ora stabilita - attualmente l'obbligo è mensile. La Direzione si preoccupa di distribuire le ore di preghiera in modo da coprire tutte le ore del giorno e della notte di ogni giorno dell'anno.
IlRosario viventeè stato fondato nel 1826 a Lione da una terziaria domenicana francese, Pauline-Marie Jaricot, al fine di avvicinare al Rosario il maggior numero possibile di persone; l'associazione è strutturata in gruppi di quindici persone, ognuna delle quali si impegna a recitare quotidianamente una decina del Rosario relativa ad un Mistero prestabilito. Ogni membro del gruppo compie il suo impegno da solo, e tuttavia è spiritualmente legato agli altri; al termine del giorno il gruppo nel suo insieme ha pregato l'intero Rosario. Questa forma di associazione, non troppo impegnativa, è assai adatta per accostare i bambini alla preghiera in generale e al Rosario in particolare.

Le promesse del Rosario

Il B.Alano de la Roche racconta che in una visione la Madonnaha fatto quindicipromessea vantaggio dei devoti del Rosario:
Coloro che mi avranno servita costantemente recitando il Rosario, riceveranno una grazia particolare.
A tutti coloro che devotamente recitano il mio Salterio, prometto la mia speciale protezione e grandi grazie.
Il Rosario sarà un'arma potentissima contro l'inferno, cancellerà i vizi, distruggerà il peccato, estirperà le eresie.
Farà rifiorire le virtù e le opere sante, impetrerà alle anime copiosissime misericordie di Dio; distoglierà i cuori dal vano amore del mondo, rivolgendoli all'amore di Dio, e desterà in essi il desiderio dei beni eterni.
L'anima che a me si raccomanderà con il Rosario, non si perderà.
Chiunque avrà devotamente recitato il Rosario con la considerazione dei Misteri, non sarà oppresso da calamità, non proverà l'ira di Dio, non morrà di morte improvvisa; ma sarà convertito, se peccatore, e , se giusto, avrà perseveranza nella grazia, e sarà degnato dell'eterna vita.
I veri devoti del mio Rosario non morranno senza i sacramenti.
Voglio che coloro che recitano fedelmente il mio Rosario abbiano in vita e in morte luce e pienezza di grazie e che, in vita e in morte, prendano parte ai meriti dei Beati.
Libero ogni giorno dal Purgatorio le anime che furono devote del mio Rosario.
I veri miei figli del Rosario godranno di una grande gloria in Paradiso.
Qualunque grazia implorerai con il Rosario, tu l'otterrai.
Correrò in aiuto, in ogni loro necessità, a quelli che propagano il mio Rosario.
Ho impetrato da Gesù, mio Figlio, che gli iscritti alla Confraternita del mio Rosario possano avere, come loro confratelli in vita e in morte, gli Angeli e i Santi.
Quelli che recitano il mio Rosario sono miei figli e fratelli in Gesù Cristo mio Unigenito.
La devozione al mio Rosario è un gran segno di predestinazione.

Indulgenze connesse alla recita del Rosario

Le promesse fatte al Beato Alano non sono, ovviamente, oggetto di fede, ci sono però, a livelloufficiale, le indulgenze che la Santa Sede concede ai fedeli che, a determinate condizioni, recitano il Rosario. A proposito diindulgenza, citando ilCodex Iuris Canonici,ricordiamo che:dunque le indulgenze generali concesse ai fedeli che recitano il Rosario.
canone 992 L'indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, dispensa ed applica autoritativamente il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi.
canone 993 L'indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati.

Canone 994 Ogni fedele può lucrare per sé stesso o applicare ai defunti a modo di suffragio indulgenze sia parziali sia plenarie.

Si concede l'indulgenza plenaria al fedele che
recita devotamente il Rosario in chiesa o in pubblico oratorio, oppure in famiglia, in una comunità religiosa, in una pia associazione e in modo generale quando più fedeli si riuniscono per un fine buono;
si unisce devotamente alla recita di questa preghiera, mentre viene fatta dal Sommo Pontefice, e trasmessa per mezzo della televisione o della radio.
Nelle altre circostanze l'indulgenza è parziale.
Per l'indulgenza plenaria annessa alla recita del Rosario sono stabilite questa norme:
è sufficiente la recita della sola terza parte; ma le cinque decadi devono recitarsi senza interruzione;
alla preghiera vocale si deve aggiungere la pia meditazione dei Misteri;
nella recita pubblica i Misteri devono essere enunciati espressamente; invece in quella privata è sufficiente che il fedele aggiunga alla preghiera vocale la meditazione dei Misteri.
Come per ogni indulgenza plenaria, si richiede inoltre:
il distacco affettivo da qualsiasi peccato, anche veniale;
il soddisfacimento (anche in giorni diversi ma immediatamente precedenti o seguenti quello in cui viene recitato il Rosario) delle seguenti condizioni: la confessione sacramentale, la partecipazione all'Eucaristia e una preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. Mancando una di queste condizioni l'indulgenza diventa parziale.






 
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